Il canto dei bevitori

La poesia dei goliardi, diffusasi in Europa tra il XII e il XIII secolo, rovescia in modo ironico e divertito temi e atteggiamenti della letteratura allora dominante. Il vino, la donna, il gioco, i piaceri della vita sono spregiudicatamente esaltati da questa poesia che nasce in ambiente colto e usa a fini parodici i moduli del linguaggio ecclesiastico.

Miniatura da un codice genovese del XIII secolo, conservato nella British Library, n. add. 27695, f. 14.

Miniatura da un codice genovese del XIII secolo, conservato nella British Library, n. add. 27695, f. 14.

In taberna quando sumus,
non curamus quid sit humus,
sed ad ludum properamus,
cui semper insudamus.
Quid agatur in taberna
ubi nummus est pincerna,
hoc est opus ut quæratur;
si quid loquar, audiatur.

Quidam ludunt, quidam bibunt,
quidam indiscrete vivunt.
Sed in ludo qui morantur,
ex his quidam denudantur,
quidam ibi vestiuntur,
quidam saccis induuntur;
ibi nullus timet mortem,
sed pro Baccho mittunt sortem.

Primo pro nummata vini;
ex hac bibunt libertini;
semel bibunt pro captivis,
post hæc bibunt ter pro vivis,
quater pro Christianis cunctis,
quinquies pro fidelibus defunctis,
sexies pro sororibus vanis,
septies pro militibus silvanis.
octies pro fratribus perversis,
nonies pro monachis dispersis,
decies pro navigantibus,
undecies pro discordantibus,
duodecies pro pænitentibus,
tredecies pro iter agentibus.

Tam pro papa quam pro rege
bibunt omnes sine lege.
Bibit hera, bibit herus,
bibit miles, bibit clerus,
bibit ille, bibit illa,
bibit servus cum ancilla,
bibit velox, bibit piger,
bibit albus, bibit niger,
bibit constans, bibit vagus,
bibit rudis, bibit magus,
Bibit pauper et ægrotus,
bibit exul et ignotus,
bibit puer, bibit canus,
bibit præsul et decanus,
bibit soror, bibit frater,
bibit anus, bibit mater,
bibit ista, bibit ille,
bibunt centum, bibunt mille.

Parum sescentæ nummatæ
durant cum immoderate
bibunt omnes sine meta,
quamvis bibant mente læta;
sic nos rodunt omnes gentes,
et sic erimus egentes.
qui nos rodunt confundantur
et cum iustis non scribantur!

binger

Traduzione =

Quando siamo alla taverna,
non ci curiamo di cosa sia la terra,
ma al gioco ci affrettiamo,
su cui ognora ci accaniamo.
Cosa si fa alla taverna,
dove il soldo è il coppiere,
questo bisogna chiedersi;
se ciò che dico, vien ascoltato.

C’è chi gioca, c’è chi beve,
c’è chi vive senza decenza.
Ma tra chi nel gioco si trattiene,
qualcuno vien spogliato,
chi invece si riveste,
chi di sacchi si ricopre;
Lì nessuno teme la morte,
ma per Bacco gettano la sorte.

Per prima per le ricchezze del vino;
perciò bevono i libertini;
una volta bevono per i prigionieri,
dopo questi bevono tre volte per i vivi,
quattro volte per i Cristiani tutti,
cinque per i fedeli defunti,
sei per le sorelle menzognere,
sette per i cavalieri erranti,
otto per i fratelli traviati,
nove per i monaci vaganti,
dieci per i navigatori,
undici per i litigiosi,
dodici per i penitenti,
tredici per i viaggiatori.

Tanto per il papa quanto per il re
bevono tutti senza misura.
Beve la signora, beve il signore,
beve il soldato, beve il cavaliere,
beve quello, beve quella,
beve il servo con l’ancella,
beve il lesto, beve il pigro,
beve il bianco, beve il nero,
beve il fermo, beve il vago,
beve il rude, beve il mago,
beve il povero e l’ammalato,
beve l’esule e l’ignorato,
beve il bimbo, beve il vecchio,
beve il presule e il decano,
beve la sorella, beve il fratello,
beve la vecchia, beve la madre,
beve questa, beve quello,
bevono cento, bevono mille.

A poco seicento denari
durano quando sfrenatamente
bevono tutti senza limite,
anche se bevono con mente lieta;
così tutte le genti ci criticano,
e così non saremo dei pezzenti.
Chi ci disprezza, sia castigato
e con i giusti non sia ricordato!

blueman

Il testo interpretato, tratto dal canto XIII dei Carmina Burana (conservati a Monaco, nell’Abbazia di Benediktbeurn) dal Clemenic Consort, un consort vocale e strumentale austriaco specializzato nell’esecuzione di musiche che vanno dal medioevo al barocco, nel 1974;

Interpretazione del musicista ungherese Arany Zoltán;

Versione audio del New London Consort, diretto da Philip Pickett;

E, infine, la più nota, tratta dall’opera Carmina Burana, di Carl Orff (1895-1982).

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